
|
Un po’ di me, della mia vita: |
|
![]() |
![]() |
|
Sono nato nel 1963 a Roma, città in cui ho vissuto fin dalla nascita, dove ho frequentato tutte le scuole fino al compimento della maturità scientifica e dove attualmente lavoro. La mia carriera lavorativa ebbe inizio quando, terminato il liceo, mi impiegai in una primaria Compagnia di assicurazioni, dove trascorsi poco più di quindici anni. A conclusione di tale periodo la Società per il reiterarsi di bilanci negativi, fu posta in vendita; ne conseguì una riduzione del personale di oltre cinquanta unità ed io fui costretto, mio malgrado, a rassegnare le dimissioni. Era l’inizio del 1997 e da quel momento cominciò il mio momentaneo, “calvario occupazionale”, caratterizzato il più delle volte da lavori altalenanti, non affatto stimolanti e gratificanti, anzi, mal retribuiti e privi di qualunque tutela contributiva: in due parole “in nero!!!” Comunque, ci tengo a precisare che per un anno e mezzo collaborai con il direttore editoriale di due riviste del settore motoristico: “Scooter Magazine” (vedi foto) e “Scooter Life”. Il tempo trascorso in questo ambito redazionale è stato per me il più significativo, al punto da pensare di aver trovato, finalmente, il giusto, soddisfacente e vero lavoro della mia vita. Tutto ciò, infatti, mi avrebbe permesso, nel giro di due anni e con la pubblicazione di settanta articoli, di impossessarmi della tessera di pubblicista. Tra novembre 1999 e marzo 2001, però, dopo circa un anno e mezzo e trentacinque articoli pubblicati, i conti non tornavano e così, per l’ennesima volta, mi vidi costretto a confrontarmi con il direttore esigendo spiegazioni. Dopo l’incontro, deluso ed amareggiato, dedussi che era svanita anche questa opportunità. La motivazione addotta fu che gli articoli scritti non destavano più entusiasmo, mentre la realtà era ben altra: prima di tutto privilegiare altre persone e poi, l’avvento di internet ed il ristretto target di utenza a cui mirava la rivista Scooter Life, ne decretarono il totale fallimento. Che fare? “Non perdere tempo, rimboccati le maniche, prendi il toro per le corna ed agisci con determinazione” mi ripetevo continuamente nei giorni a seguire. Infatti, da quel momento ho aguzzato l’ingegno ed ho deciso di percorrere una strada completamente diversa che ha aperto le porte alla mia attuale occupazione che mi vede impegnato da una parte a disegnare e progettare borse da moto e dall’altra a svolgere il ruolo di mediatore finanziario. A conclusione di quanto esposto senza avere “santi in paradiso” o più volgarmente senza “calcio nel culo” sono veramente soddisfatto dei frutti che oggi raccolgo anche perché posso gestire il tempo come mi pare. Viviamo o no, nella “Terra dei cachi???” Alberto |